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martedì 11 novembre 2008

la famosa focaccia di mario


la famosa focaccia di mario, inserito originariamente da al lardo! al lardo!.

Giusto due parole per una focaccia che parla da sè:
Mario è il famosissimo forno della frequentatissima Via San Vincenzo, saccheggiato sin dalle prime ore del mattino da genovesi e foresti alla ricerca di una striscetta di fugassa da mangiare velocemente in strada prima di andare al lavoro o all'Università...
Lo conoscono tutti, e se si è di passaggio a Genova, di partenza o ritorno da Brignole, un salto conviene farlo...


sabato 11 ottobre 2008

ma come sei didattico e anche un po' selvatico




La foto che ho scelto per parlare di questa focacceria si concentra soltanto su un aspetto di questo locale fuori dal comune, e credo neppure il più importante...
Infatti sin dall'entrata si rimane stupiti a guardare la scenografia di moto che campeggiano infilzate su grandi campane poste sui muri tutt'intorno; all'interno del locale, non basta una serata per dare un'occhiata a tutti i cimeli raccolti dal proprietario a partire dagli anni '60, dalle radio ai juke-box d'epoca, dagli elmetti da guerra alla serie completa delle foto di tutte le Miss Italia esistite, fino ad arrivare al vero e proprio museo della moto d'epoca allestito al piano superiore...
Bello davvero!


Pizzeria Focacceria Il Selvatico
v. Fravizzola 3, Caniparola;
Fosdinovo(MS)
tel. 0187 673178

domenica 14 settembre 2008

e ora vi racconto com'è andata




La mia prima notte bianca, a Roma nel 2003, fu interrotta dopo un paio d'ore di fila fuori alle scuderie del Quirinale, oltre che da un bel temporale, dal black out che paralizzò tutta l'Italia. Risultato: ore e ore parcheggiata a terra nella stazione di Termini insieme a migliaia di persone senza sapere quale sarebbe stato il mio destino.
Seconda notte bianca, la prima organizzata a Napoli, nel 2005:
Pressata come un'acciughina in mezzo alla bolgia di piazza Dante accorsa a vedere Beppe Grillo, viaggio infernale tra crisi di panico, proteste e treni assaltati e distrutti.
Ora, l'esperienza dovrebbe insegnarmi qualcosa, e invece no :)
Sono a Genova, non partecipo alla Notte Bianca?
Non mi sono mai trovata inerme sotto un temporale di dimensioni colossali, inzuppata dalla punta dei capelli fino a quella piedi, senza neppure aver avuto la possibilità di ascoltare un solo concerto o vedere uno spettacolo.
Però una cosa sono riuscita a farla: la fila kilometrica per mangiare la pizza di Totè Sapore a Piazza Matteotti tanto osteggiata(dai commercianti genovesi). E sarà questo il dolce ricordo che mi farà dimenticare tutto, la pioggia, la stanchezza, lo sconforto...e partecipare, come sempre, alla prossima notte bianca, dovunque decideranno di organizzarla!:)

lunedì 4 agosto 2008

w il palio...gli sgabei e i brigidini!



La prima domenica di agosto La Spezia si trasforma per il Palio del Golfo, una "disfida remiera" tra le imbarcazioni delle tredici borgate marinare della città(io sono ancora indecisa su chi tifare tra Marola e Cadimare;); per l'occasione ho visto la città e i suoi abitanti trasformarsi completamente in un tripudio di colori, coriandoli, palloncini, stendardi, cori, tamburi e strombazzamenti: un accesissimo clima da stadio e di festa...

Non mancavano ovviamente i posti in cui rifocillarsi dalle fatiche della tensione fisica ed emotiva da tifo, dunque è mio dovere documentare quelli per me più significativi: lo stand degli sgabei e la bancarella dei Brigidini.

Ricetta degli Sgabei

400 g di farina,
20 g di lievito di birra,
sale,
un bicchiere e ½ di acqua,
½ litro di olio extravergine di oliva (per friggere).
Preparazione: setacciare la farina sulla spianatoia, disporla a fontana e versarvi al centro il lievito di birra precedentemente sciolto in acqua tiepida, acqua e sale. Lavorare bene l'impasto che dovrà presentarsi morbido. Lasciare lievitare per circa un'ora, quindi stendere la pasta e tagliare a strisce della larghezza di cm. 3 e della lunghezza di cm. 15 circa. Fare riposare per mezz'ora, poi friggere in olio caldo e abbondante. Quando diventano dorati, sgocciolarli, asciugarli e servirli caldi aggiungendo sale. Si servono con formaggi e salumi.


Ricetta dei Brigidini

una tazza di farina
2/3 di tazza di zucchero
3 uova
1 cucchiaio di semi di anice
1 pizzico di estratto di vaniglia
1 ferro con piatti piani o uno stampo per brigidini

Sbattere le uova fino a farle diventare schiumose, aggiungere lo zucchero e i semi di anice e lavorare aggiungendo la farina, sale e vaniglia fino a far diventare la pasta liscia e morbida. Riscaldare lo stampo per i brigidini o i piatti caldi in modo che brucino e mettere un cucchiaio da tè di pasta su uno dei piatti, unire l'altro piatto bollente finché il brigidino è fatto, a quel punto il brigidino dovrebbe essere croccante.



sabato 12 luglio 2008

Focacceria da Francesco











Per provare la focaccia di Francesco, cotta nel forno a legna e accompagnata da una decina di antipasti vari, tutti buonissimi(!), abbiamo aspettato un paio di settimane, purtoppo "qui al Nord";p vige la cultura della prenotazione...Se siete fortunati, o godete dell'amicizia di una segretaria zelante che non si fermerà al primo rifiuto e continuerà insistente a telefonare ogni week end, potrete strappare un posto in prima fila e godere di tutto questo ben di Dio!

Focacceria da Francesco

via Aurelia 53
Fosdinovo (MS)
tel.0187693151

Ps: non ho fotografato tutte le portate del menu degustazione ma vi assicuro che sono tante e il prezzo assolutamente abbordabile.

domenica 13 aprile 2008

Prima di Uscio c'è Manuelina...


...che ha dodici stelle sulla Michelin, tutto il pesce che vogliamo..."
Il Pendolo di Focault, U.Eco, Bompiani

La focaccia al formaggio
di Recco (ricetta di Manuelina)
250 gr di stracchino
250 gr di farina manitoba
100 gr olio exra vergine d'oliva
acqua
sale fino
Lavorare la farina con 50 gr d'olio, aggiungendo acqua fredda fino ad ottenere un impasto molto morbido.Formare un panetto e farlo riposare un'ora a temperatura ambiente. Lavorare nuovamente la pasta , formare un panetto, lasciarlo 5 minuti sulla spianatoia e poi stenderlo in una sfoglia sottile. Con le mani chiuse a pugno premere sulla sfoglia, cercando di allargarla per renderla ancora più fine, quasi trasparente. Oliare uniformemente una teglia di rame stagnato, grande e rotonda, foderare con la sfoglia. Distribuire lo stracchino a pezzetti e ricoprire con un altro strato di sfoglia, pizzicandolo in più punti con le dita fino ad ottenere dei fori di un cm. Cospargere di sale e irrorare con l'olio, stendendolo su tutta la superficie col palmo della mano e schiacciando nel contempo i pezzetti di formaggio. Porre in forno caldissimo a 300°per 6 minuti finchè la superficie della focaccia sarà dorata.

Ristorante Manuelina
via Roma 296
018574128
Recco (Ge)

venerdì 11 aprile 2008

Focaccia dolce di patate

Quando mi metto ad impasticciare col lievito fresco di solito divido il panetto iniziale in due parti, uno per fare qualcosa di salato, e l'altro per qualcosa di dolce...e questa è la "sorella" della focaccia al rosmarino di qualche post fa...

350gr di farina manitoba
1 cubetto di lievito di birra
1 patata lessa
2 cucchiai di zucchero
80 gr di burro
1 pizzico di sale
2 uova intere

Versare a fontana sulla spianatoia 150 gr di farina per impastarla con il lievito di birra sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida. Lavorare fino a formare un panetto piuttosto compatto, lasciare riposare coperto con un canovaccio per circa 2 ore.
Quando sarà trascorso il tempo necessario, versare la parte restante di farina ed unirla alla pasta già lievitata lo zucchero ed il burro che avrete precedentemente fuso ed avrete lasciato raffreddare, infine unire le uova all’impasto.
Lasciare riposare l’impasto nella ciotola coprendolo per circa un’ora.
Portare infine il forno a 180 gradi ed infornare la focaccia su una teglia imburrata e spruzzarla con un po' di zucchero semolato. Lasciate cuocere per 30 minuti alla stessa temperatura.

lunedì 7 aprile 2008

focaccia di patate al rosmarino

500 gr farina 00
150 gr patate lesse
150 gr di latte
1 cubetto di lievito fresco
1 cucchiaio d'olio
sale fine
sale grosso e rosmarino per coprire la focaccia

Lessare le patate, passarle con lo schiacciapatate e aspettare che si freddino.
Intanto sciogliere il cubetto di lievito secco con un cucchiaino di zucchero in tutto il latte fatto intiepidire e versare in metà della farina disposta a fontana . Coprire fino a che raddoppi di volume, quando sarà lievitato unire la farina, un pizzico di sale e la purea di patate.
Impastare bene battendo il panetto più volte.
Stendere la pasta in una forma rettangolare ad uno spessore di circa tre cm. Lasciar lievitare almeno due ore poi sistemarla su una teglia con un foglio di carta da forno spennellato con un l'olio, spennellare anche la superficie e cospargere con sale e rosmarino.
Con il pollice fare tante fossette sulla superficie della focaccia.
Riscaldare il forno a 150° e infornare la focaccia per circa 30 minuti.Ancora più buona se accompagnata da caciotta e salame:)

martedì 11 marzo 2008

fugassa con 'a siòula

Oggi sperimentiamo un classico della cucina zeneise...

Focaccia con le cipolle
500gr di farina00
25grdi lievito fresco
un bicchiere di acqua
sale
olio
una cipolla grossa

Preparare un impasto di farina, lievito di birra ed acqua. Dopo averlo fatto riposare un'ora stenderlo su una teglia unta d'olio non superando i 2 cmdi spessore. Premere tutta la superficie della focaccia, cospargerla con un velo d'olio d'oliva e un po' di sale e quindi metterla a cuocere nel forno caldo a 200°per una ventina di minuti circa. Pochi minuti prima di sfornarla aggiungere la cipolla tagliata a fette sottili.

Mì son sentimentale finn-a fondo
e fasso l’eujo comme o pappê de strassa:
son innamoòò de Zena ciù da mondo,
ma ho un ballin ti ta testa: o l’è o fugassa.

E’ più forte di me, mì me-o confesso!
Scioa co-oa croco e co-a sâ a man bassa,
l’oexin ben vonto, o mëzo bello spesso!
o mae Micchê a l’è lê: santa fugassa!

O mâ o m’incanta, o segge bollezumme,
faeto de moixi o ciatto pe-a bonassa,
anche se a votte o sa de refrescumme
( a spussa dell’erzillio) ma a fugassa!

Il grattacielo! ? è bello da vedere;
e De Ferrari! ? ‘na gran bella ciassa;
Scuaja, Cannetto, Righi, Belvedere…
cöse pe-i euggi! Ma pensae, a fugassa!

Me l’asseunno de neutte, e poi m’adescio
che perdo e bave comme ‘na lumassa.
Chi ha coraggio me dighe che son nescio.
Mi ghe diggo de scì, e tetto fugassa.

E vi dirò di più, fò paragoni
con l’amigo do tacco ch’o strombassa,
quello che fa le pizze co-i calzoni.
Duxento pisse non fan unna fugassa!

E se diggo fugassa e diggo tutte,
no fasso distinsion tra magra, grassa,
co-o formaggio, co-a çioula: Bocche mutte!
pe mì va tutto ben s’a l’è fugassa.

Dommo a Milan, Venezia con San Marco,
Lanterna a Zena, Savonn-a a Campanassa,
San Remmo o zeugo, ä Spezza l’Arsenâ
e mì in scio stemma veuggio ‘na fugassa.

Mi son sentimentale e me commeuvo
s’a l’è co-a çioula e brindo con vinassa
s’a l’ha o formaggio. Ma de taxei l’è leugo.
Chiedo vegna. Son quello da fugassa.

Vito Elio Petrucci