
Bè, io non sono una donna di parole. Oggi ne ho già dette tante. Volevo dire che tra fare le storie e fare il pane non c'è poi tanta differenza. Anche le storie vanno impastate. Prendi un uomo, aggiungi una dea, poi mettici un po' di destino. E' la farina: sono le parole. Mescola, mescola. Bagna con olio: il sapore della sorpresa. Aggiungi sale: il gusto dell'amore. I cambiamenti sono il lievito. Impasta, impasta. Aspetta: manca un po' di sale, un'erba profumata. Aggiungi. Aspetta il tempo della crescita. Inforna. Addenta. Questo per dire che saper fare una storia e saper fare il pane è importante. Tutti e due ci fanno venire fame; tutti e due, se sono ben fatti, ci saziano. Ecco perchè, se permettete, ci sto anch'io, fra tutte queste donne, maghe, eroine di cui scrivete voi che scrivete le storie. Io, la panettiera. Vorrei che parlaste del mio pane, di come sono brava a prepararlo, a cuocerlo. Vorrei che qualcuno ne scrivesse. Se scrivi del pane, diventa tuo. Se scrivi una storia, diventa tua. Anche se la ascolti. Abbiamo bisogno delle storie come del pane.
B. Masini, Zenaide, da Signore e signorine, Edizioni EL


