Insomma anche in Costa Azzurra c'è la farinata! Non che sia più buona, ma un po' più leggera e digeribile ...questo sì, perchè meno untuosa!
Lou Pilha Leva
10, Rue de la Collet 06300 Nice, tel 0493139908
veritable cuisine popolaire Nicoise

il mio primo foodblog...ricette, recensioni, ricordi golosi
MARMELLATA DI ARANCE AMARE
1 kg di arance amare, I kg e 1/2 di zucchero
Si devono far cuocere le arance amare nell'acqua finché si possano bucare con uno stuzzicadenti; quindi si devono lasciare in acqua fresca per 2 giorni cambiando spesso l'acqua. Si tagliano poi a fette sottili eliminando i semi e il più possibile i filamenti interni. Pesarle e metterle al fuoco, senza acqua, e con il solo zucchero (per ogni kg di arance occorre I kg e /12 di zucchero). Si deve far bollire adagio, rimestando spesso e levando dal fuoco prima che lo sciroppo si condensi troppo.
A somiglianza tua,
a tua immagine,
arancia,
si fece il mondo:
rotondo il sole, circondato
per spaccarsi di fuoco:
la notte costellò con zagare
la sua rotta e la sua nave.
Così fu e così fummo,
oh terra,
scoprendoti,
pianeta arancione.
Siamo i raggi di una sola ruota
divisi
come lingotti d’oro
e raggiungiamo con treni e con fiumi
l’insolita unità dell’arancia.
Patria
mia,
gialla
chioma,
spada dell’autunno,
quando
alla tua luce
ritorno,
alla deserta
zona
del salnitro lunare,
alle difficoltà
strazianti
del metallo andino,
quando
penetro
il tuo contorno, le tue acque,
lodo
le tue donne,
guardo come i boschi
equilibrano
uccelli e foglie sacre,
il frumento si accumula nei granai
e le navi navigano
per oscuri estuari,
comprendo che sei,
pianeta,
un’arancia,
un frutto del fuoco.
Sulla tua pelle si riuniscono
i paesi
uniti
come settori di un solo frutto,
e Cile, al tuo fianco,
elettrico,
incendiato
sopra
il fogliame azzurro
del Pacifico
è un largo recinto di aranci.
Arancione sia
la luce
di ciascun
giorno,
e il cuore dell’uomo,
i suoi grappoli,
acido e dolce siano:
sorgente di freschezza
che abbia e che preservi
la misteriosa
semplicità
della terra
e la pura unità
di un’arancia
1956
Pablo Neruda
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini 'na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s'ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s'assistema nel palmo d'una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell'altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d'ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s'infilano in una padeddra d'oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d'oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!
A. Camilleri, Gli arancini di Montalbano
cfr. http://www.vigata.org/index.html
500 g farina manitoba
Impastare insieme tutti gli ingredienti, far lievitare per almeno mezz'ora. Formare i krapfen :stendere l'impasto, ricavare tanti dischi, al centro mettere un cucchiaino di nutella e richiudere con l'altro disco pigiando bene con le dita. Lasciar lievitare fino al raddoppio coprendo bene le ciambelle con un telo di cotone. Friggere in abbondante olio, sgocciolare e passare nello zucchero e nella cannella
PASTICCERIA BAR GIUSE
32/R., VIA S. LORENZO
16123 Genova (GE)
tel: 010 2472999
Forse sono ancora troppo inesperta, ma sono poche le pasticcerie genovesi in grado di riempire davvero gli occhi e la bocca di delizie, questa è una delle poche, dove ho mangiato, prima di tornare a Surriento, una sfogliatella che non mi ha fatto rimpiangere quelle napoletane...Ci torno spesso e volentieri anche perchè è sempre piena di bambini :)
Trattoria da Vittorio
Via Bighetti, 33
16043 Chiavari
tel 0185 39 50 93
Negli ultimi tempi sono sempre in giro e per pranzo non posso permettermi di mangiare sempre focaccia, kebab, o panini vari...Così sto andando alla scoperta progressiva di tutte le trattorie del circondario che offrono piatti caldi, genuini, a prezzi "umani", in un ambiente spartano ma caratteristico. Una delle prime trattorie che ho avuto il piacere di conoscere grazie ai miei amici Elisa e Andrea è "Da Vittorio" a Chiavari. Peccato non esserci più tornata:)
Nella foto l'insegna del locale altro non è che il testo di rame per cuocere la farinata o le torte di verdura...
Pasticciotti rustici napoletani
Oggi è il compleanno del mio piccolo vicino di casa, Vincenzo, un bambino molto fortunato: per festeggiarlo tutta la sua numerosa famiglia è venuta da Napoli e dintorni e le donne della casa hanno preparato da mangiare per un esercito, più che per una festa, com'è tipico del costume partenopeo:)
Nell'occasione sono andata a sbirciare tra i fornelli con la mia macchinetta e ho avuto la fortuna di conoscere la signora Anna che ha voluto condividere con me la ricetta di questi rustici spettacolari, dalla frolla dolce e dal ripieno salato.
Pasta brisee
1kg di farina
300gr di strutto
300gr di zucchero
175 cl di acqua
1 pizzico di ammoniaca
Ripieno
600 gr di ricotta
250 gr di salame a pezzetti
3 uova
parmigiano reggiano
sale
pepe
Da "Bar Sport Duemila" di Stefano Benni, Feltrinelli: |
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