E fu così per la fine che tutto cominciò!
Inserito originariamente da maridea

il mio primo foodblog...ricette, recensioni, ricordi golosi
Natale
Napoli il 26 dicembre 1916
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.
Sto
con le quattro
capriole di fumo
del focolare.
Giuseppe Ungaretti, da “Allegria di Naufragi”, Mondadori 2005
Come vi avevo promesso qualche tempo fa, ho "inventato" una ricetta in tema con la tesi che sto scrivendo da qualche mese, e che si occupa della Gatta Cenerentola, la favola di Giambattista Basile messa in scena dal maestro Roberto De Simone ...
Nella favola la protagonista, la Gatta Cenerentola, prima di andare alla festa dove perderà la chianella (la scarpetta) si rivolge alla sua pianta di dattero pronunciando queste parole:
Dattolo mio naurato,
co la zappetella d’oro t’aggio zappato,
co lo secchietiello d’oro t’aggio adacquato,
co la tovaglia de seta t’aggio asciuttato;
spoglia a te e vieste a me!
oppure nel napoletano moderno di De Simone:
Dattero mio 'ndorato
cu la zappetella d'oro t'aggio zappato,
cu lu sicchietello d'oro t'aggio adacquato,
cu la tovaglia de seta t'aggio asciuttato;
spoglia a te, e vieste a me!
In italiano:
Dattero mio affatato
con la zappetta d'oro ti ho zappato
con il secchietto d'oro ti ho annaffiato
con la tovaglia di seta ti ho asciugato
Spoglia te e vesti me!
Grazie a questa formula la magica pianta di dattero la spoglia dei suoi stracci e la riveste di un abito meraviglioso con il sole avanti e la luna dietro...
Ma non posso essere io a raccontarvi tutta la storia...
Ps Anche la ricetta è custodita in una formula magica che stavolta non rivelerò:)
Una ricetta molto bella per gli amanti dei datteri è qui
La mia foto non rende giustizia al trionfo che questo dolce rappresenta per gli occhi e per il palato...
Penso che sia un'invenzione geniale, la sintesi dei tre dolci simbolo della napoletanità: è un guscio di sfogliatella che al suo interno contiene un piccolo babà e una crema alla pastiera...
Ovviamente non poteva che chiamarsi Vesuvio...
croce e delizia!
Lo trovate al famosissimo Caffè Gambrinus
www.flickr.com
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